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Un itinerario al mese.....

05.09.2011

Accogliente e caratteristico, Acciaroli è un piccolo borgo marinaro pervaso da suoni, colori, profumi e sapori oramai sempre più rari nelle nostre città. 

  • Storia

Essendo un approdo comodo, grazie alle spiagge ampie e protette dai venti di ponente, Acciaroli è stata abitata sin dai tempi antichi. Le prime notizie risalgono al 1165 e si riferiscono ad una località abitata stabilmente e denominata Laczarùolo , termine dialettale che ancora oggi gli abitanti del posto e delle zone limitrofe usano per indicare Acciaroli.
Tra le ipotesi circa l’origine del nome Acciaroli la più accreditata risale all’uso medioevale, comune in queste zone, di contraddistinguere le località in base alle caratteristiche del terreno o della vegetazione prevalente (esempi di questa usanza sono le località limitrofe di Celso, Pioppi e Cannicchio). Secondo questa versione la presenza, molto diffusa in questa zona, di arbusti delle rosacee, simili al biancospino denominati per l’appunto lazzaroli (o lazzaruoli) avrebbe dato nome a queste terre; una seconda ipotesi sostiene che il nome potrebbe derivare dal greco “a-zale” ossia senza tempesta di mare, ad indicare una striscia di terra costiera al riparo dai venti.

Alcuni documenti testimoniano già dal 1187 l’esistenza in questa zona di una chiesa dedicata alla Madonna “Sancta Maria de Laczaruolo” che assieme alle terre circostanti era di pertinenza della baronia di Cilento .
In quegli anni il borgo accrebbe la sua importanza grazie anche all’istituzione, da parte dei feudatari, della dogana, che all’epoca veniva amministrata da un taverniere (di qui la denominazione “Tavèrne” che indica una zona del paese alle spalle della spiaggia grande).

Le popolazioni, provenienti in massima parte, dai paesi vicini cominciarono a stabilirsi ad Acciaroli e a costruire edifici che fungevano da abitazioni e soprattutto da deposito per vino, olio, fichi essiccati e altri prodotti che, imbarcati sulle tartàne, prendevano la via di Salerno, Napoli e della Sicilia.
Le numerosissime incursioni dei pirati saraceni che, durante il XIII° secolo interessarono i litorali cilentano e campano, non risparmiarono Acciaroli, la cui popolazione trovò scampo nei paesi dell’entroterra spopolando di fatto la zona marina fino al XV secolo.
 Bisognerà attendere gli inizi del seicento perché Acciaroli torni ad essere popolata. In questo periodo il viceré avviò la costruzione di torri costiere che avevano la funzione di segnalare ai vicini paesi collinari le incursioni dei Barbari che continuarono per tutto questo secolo.

La prima torre ad essere innalzata fu quella del Calèo, e contemporaneamente fu riattata la Torre Nuova fatta costruire dai Normanni nel XII secolo .

Alle due torri litoranee era collegata quella della Macchia eretta sulla collina alle spalle del mare che raccoglieva i segnali trasmessi dalle prime due per ritrasmetterli ai paesi limitrofi.

Fu sempre in questo periodo (1594) che fu costruito, su un terreno attiguo al Bastione (Torre Nuova), un convento francescano donato all’ordine dal feudatario di Cannicchio, Francesco Poderico.
Alla fine del XVI secolo la popolazione di Acciaroli era costituita quindi dai frati, dai custodi delle torri e dalle famiglie del doganiere e degli armigeri.

Con la coltivazione delle terre pianeggianti antistanti le colline, dopo la prima metà dell’ottocento il paese cominciò a ripopolarsi. Si coltivavano frutta e l’uva da cui si ricavavano ottimi vini bianchi, frutta secca e olio. Intorno alla metà del 1850 Acciaroli è ormai diventata un piccolo borgo, meta estiva dei “bagnanti” dei paesi circostanti.
La popolazione alla fine del 1800 oltre che all’agricoltura è dedita anche alla pesca. La salagione di acciughe, sardine e piccole triglie e l’essiccazione dei fichi e i traffici marittimi erano tra le attività più fiorenti.

Personaggi

Sono stati numerosi i personaggi che nel corso dei secoli per vari motivi hanno toccato il suolo di questa località e che in qualche caso hanno stabilito per lunghi periodi la propria residenza ad Acciaroli. Tra questi spiccano gli scrittori Alexandre Dumas che vi fece tappa con la goletta Emma durante il suo viaggio di supporto alla spedizione di Garibaldi e dei sue Mille (1860) e, dopo circa un secolo, è la volta di Ernest Hemingway

che negli anni 50, rapito dalla bellezza dei luoghi e dalla semplicità dei suoi abitanti, soggiornò per lunghi periodi ad Acciaroli trovando ispirazione per i suoi celebri romanzi. Pare infatti che il personaggio del vecchio pescatore di “Il vecchio e il mare” sia stato ispirato da Antonio Masarone un pescatore del luogo con cui Hemingway aveva stretto amicizia chiamato da tutti “u viecchio”.
Ed infine Ancel Keys, fisiologo americano, che teorizzò nel 1954 la "Dieta Mediterranea"; sviluppò proprio in queste terre, soggiornandovi per circa 30 anni, le sue teorie sull'alimentazione osservando le abitudini alimentari degli abitanti.

  Siti Web: 

 www.acciaroli.it www.comune.pollica.sa.it/ http://it.wikipedia.org/wiki/Ancel_Keys

Come raggiungere Acciaroli

In auto provenendo da Roma o Napoli, utilizzare l'autostrada A3 SA/RC fino all'uscita di Battipaglia o in alternativa quella successiva di Eboli. Una volta usciti è sufficiente seguire le indicazioni per Capaccio - Paestum -Agropoli per imboccare la SS18 e proseguire in direzione di Agropoli. Uscire ad Agropoli sud, immettersi sulla SS 267 e seguire le indicazioni per Santa Maria di Castellabate - Ogliastro Marina- Acciaroli. Lungo il percorso attraverserete i comuni di Castellabate, Case del conte e Agnone.Se si proviene da sud sulla A3, utilizzare sempre le uscite di Eboli o Battipaglia e proseguire come descritto al punto precedente in direzione di Agropoli - Santa Maria di Castellabate.