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Sport automobilistico

La passione per l’auto intesa come dimensione sportiva è sempre stata un principale elemento aggregante dell’Automobile Club Salerno, fino dalla sua costituzione nel lontano 10 Giugno del 1926.

La testimonianza più antica di questa passione ci porta al 5 Febbraio 1929, quando 7 autovetture con 23 persone a bordo, partono da Salerno per rappresentare l’Automobile Club e la provincia al 1° Convegno Nazionale Automobilistico tenutosi a Roma.

Non è ancora una corsa automobilistica, ma gli elementi ne sono già tutti presenti: la passione per l’auto, l’aggregazione delle persone, il gusto per un’impresa da compiere.

Gli anni seguenti segnano la presenza di soci e automobilisti salernitani alle principali gare automobilistiche e manifestazioni sportive, ma è con il secondo dopoguerra che la crescita e lo sviluppo dell’Automobile Club Salerno rendono maturi i tempi per avviare le prime gare sul territorio provinciale.

A cavallo tra la fine degli anni ’40 e la prima metà degli anni ’50, nascono le prime due esperienze concrete, la Cetara Capo d’Orso e la Atrani Ravello (gare di velocità in salita di pochi chilometri, disputate nella splendida cornice della Costiera Amalfitana).

Forte dell’esperienza e del successo di queste prime iniziative, l’Automobile Club si lancia in una impresa ancor più ardita; l’organizzazione di una tra le prime gare in circuito cittadino; antesignana della odierna Formula 1.

Era il 6 Settembre del 1953, quando prese il via la 1° Edizione del Circuito di Salerno, che viene poi ripetuta con crescente successo e partecipazione di pubblico, fino all’edizione del 1960. Il circuito cittadino si snoda attraverso il Lungomare Trieste, Corso Garibaldi, e via Roma, con “boe” del Teatro Verdi e dell’Autostazione Sita. La gare dura ben tre giorni (due riservati alle prove) con batterie eliminatorie e finale, che segnano duelli “epici” ripetuti di anno in anno, come quello celebre tra i due piloti Maraschi e Dirozzi.

Nell’ultima splendida gara corsa il 24 Luglio 1960, nel pieno del centro abitato di Salerno, il pilota belga Jos Saveniers (Jean Blanc) perde il controllo della propria vettura ed urta violentemente contro un albero. Il pilota perde la vita nell’incendio generato dall’incidente, ponendo così tragicamente il tema del riuscire a coniugare la passione per la velocità con la sicurezza delle competizioni.

Sulle “ceneri” del Circuito Cittadino inizia in Automobile Club Salerno la gestazione di una nuova idea, quella della corsa in salita, che prende il via il 30 Luglio del 1961. E’ la Coppa Primavera, ideata dal Presidente di AC Salerno On.le Renato Palumbo e che si corre da Amalfi ad Agerola.

Maurizio Demasi, mossiere della gara, abbassa la bandiera di via in sequenza su ben 90 concorrenti della prima edizione, divenuti poi negli anni più di 300.

Il tracciato corre per 8.700 metri in una delle cornici paesaggistiche più belle del mondo, partendo da Conca dei Marini (a poca distanza da Amalfi), all’altezza dell’allora Monastero di S. Rosa e sale fino alle stele commemorativa di Fausto Coppi ad Agerola.

E’ nata così la “bella corsa, sulla strada più bella del mondo”, con i nomi di Eduardo Govoni, Mennato Boffa, Raffaele Fiordalisi, Renato Arfè, Mauro Nesti, Mario Casciaro ed i “piloti misteriosi” che corrono sotto gli pseudonimi di “Ricciardone” e “Amphicar”.

Ma il più grande di tutti è sicuramente Domenico Scola detto “Don Mimì” o anche “Il cosentino volante” che con sette successi conseguiti su un arco di ventuno anni (dalla prima del 1966 all’ultima del 1987), rappresenta idealmente un record di continuità.

L’ultima edizione della gara viene disputata nel 1990, per lasciare poi il passo ad altre iniziative, più in linea con i tempi.

Nel corso di trent’anni di vita della Coppa Primavera si assiste anche a diverse trasformazioni della corsa in salita.

Le autovetture, inizialmente di immediata derivazione dai corrispondenti modelli di circolazione comune, diventano via via più sofisticate, con modifiche significative alla carrozzeria e con l’introduzione di accorgimenti tecnici, quali ad esempio i Roll Bar, tubi in acciaio interni all’abitacolo finalizzati ad evitarne lo schiacciamento in caso di incidente.

La corsa perde il suo carattere esclusivamente sportivo e diventa evento sociale, con la presenza di personaggi politici o del mondo dello spettacolo e con l’introduzione di momenti conviviali a fine gara e di premiazioni accompagnate da brevi spettacoli,
 
Ma il trentennio 1960 – 1990 non è solo Coppa Primavera. Negli anni ’60 si corrono anche altre gare, quali il Trofeo Automobilistico delle Repubbliche marinare (in collaborazione con gli Automobile Club di Genova, Pisa e Venezia) e il Rally del Cilento.

Il 27 Maggio del 1965 si disputa la 1° edizione della Cava Badia (Cava dei Tirreni – Corpo di Cava), gara chiusa di velocità in salita, per quattro categorie di concorrenti (Sport, F.3, Turismo e Gran Turismo). La corsa è riservata ai soci degli Automobile Club di Salerno, ma anche di Avellino, Bari, Benevento, Catanzaro, Cosenza, Lecce, Napoli, Potenza e Roma a testimonianza della collaborazione avviata da Salerno con gli appassionati di sport automobilistico di tutto il meridione.

Il circuito ha inizio di fronte al Liceo Ginnasio M. Galdi, via Rosario Senatore a Cava dei Tirreni e con arrivo al bivio Cesinola – Pietrasanta, per una lunghezza di circa 2 chilometri e 900 metri, con un dislivello che porta i concorrenti da 232 a 500 metri sul livello del mare.

Nella storia dello sport automobilistico in provincia di Salerno non poteva però mancare una gara in circuito. Così nel 1980 nasce il 1° Trofeo “Salerno” (ripetuto poi nel 1981 nell’82) corso nell’autodromo di Vallelunga.

Nella seconda metà degli anni ’80 prende piede la passione per lo slalom, che si concretizza in una serie di manifestazioni a Eboli, Tramonti, Ogliastro Cilento, Siano – Bracigliano, San Cipriano Picentino.

E siamo oramai a giorni nostri. Delle gare che si corrono ancora oggi vi parleremo nella sezione “Sul territorio”.

Con queste poche righe speriamo di avervi fatto rivivere quel grande patrimonio di passione, di partecipazione che è stato lo sport automobilistico in provincia di Salerno dalle sue origini ad oggi; patrimonio di cui l’Automobile Club Salerno è stato a suo tempo il motore trainante ed è oggi il fedele custode.